Paese di origine antichissima,
fondato, come tutti gli altri della Valle, dai Picentini
profughi dalla loro città Picentia, distrutta durante la
guerra del 268 a.C., costretti dai Romani a vivere dispersi in
piccoli "vici" sui monti, sorse sulle pendici del monte Monna
o Cerreta, alto 1. 196 ml, (che Jacopo Sannazzaro ricorda:
…”coelo surgens Cerretia rupes pendent" ... ) in una zona che,
oltre a godere di un clima saluberrimo (a circa 600 ml/slm,
fra verdissimi boschi e castagneti) ebbe anche, nei tempi
andati, una notevole importanza strategica.
Legatissimi alle loro tradizioni, questi Picentini
conservarono a lungo i loro costumi, le loro usanze, il loro
culto religioso.
Di ciò testimoniano i ritrovamenti archeologici e l'esistenza
di antichissimi templi pagani che il Sannazzaro stesso ricorda
dedicati ad indigene divinità dei Picentini, del cui culto si
serbano tracce nel folklore locale, nelle periodiche sagre
religiose.
Certo è che al nucleo originario della popolazione si
aggiunsero, nel corso di molti secoli, sovrapponendosi ai
primi abitatori, elementi provenienti da altre regioni.
d'Italia o da oltr'Alpe: Longobardi, Goti, Normanni, Francesi,
Spagnoli, in relazione alle diverse invasioni barbariche e
alle varie conquiste delle quali il nostro Mezzogiorno tanto
bello e desiderabile, quanto sfortunato, fu preda e teatro.
Nel Medio Evo Castiglione fu uno dei Casali, delle pertinenze
della città di Salerno e perciò, partecipe di tutte le
prerogative politiche, amministrative (soprattutto annonarie)
della città capitale del Principato.
Il paese è ricordato, per la prima volta, in un atto di
donazione datato 877: “in locum castelione".
Castiglione, "pertinenza" della città di Salerno, era soggetto
alla stessa amministrazione dell'Università salernitana. Verso
la metà del XII secolo fu staccato come Casale di Salerno e
concesso al nobile salernitano Giacomo Guarna, figlio di
Pietro, conte di Lauro.
Il 4 ottobre 1294 il Re Carlo II ne informò lo Strategoto di
Salerno che concesse ai fratelli Domnomusco (ai quali suo
figlio Carlo Martello aveva già dato in feudo i Casali di San
Cipriano, Filetta e Coperchia, siti nelle pertinenze di
Salerno) anche i Casali di Castiglione e San Mango.
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