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Al primo incontro avvenuto in chiesa ne fu conturbato e, come sublimamente descrisse nella Autobiografia, edita nel 1755 “Non ci è esca in cui meglio si appigli amore... Io ne fui preso, ch’io impallidii e tremai. Come fui in casa, io non sapevo io medesimo ciocché mi fusse avvenuto. Io non ero viziato, in me l’amore era de’ più  puri…Questo amore durò due anni prima che mio padre se ne accorgesse.Io non studiai però meno, anzi con più  ardore e spirito. Io faceva gloria de’ miei studii…”Questo amore non trovava, naturalmente, l’approvazione del severissimo genitore il quale condusse immediatamente il figlio a Buccino, dove abitavano alcuni parenti, presso il convento dei Padri Agostiniani. Subito fece amicizia con tutti gli altri Frati dei conventi di Buccino e seguì gli insegnamenti teologici e filosofici del prete d. Giovanni Abbamonte dimostrando, nel contempo, pas­sione per il latino ed il greco. Dopo quasi due anni, fece ritorno a Castiglione dove apprese che Ange­la Dragone si era sposata e, deluso, si dedicò  con ancor più fervore  agli studi. Ricevette l’ordinazione a diacono dopo aver superato brillantemente l’esame di teologia dogmatica alla presenza dell’arcivescovo di Salerno d. Fabrizio di Capua in data 22 dicembre 1738, presso la Cattedrale di Salerno. A ventiquattro anni fu nominato maestro di retorica presso il Seminario di Salerno dove incontrò il vice rettore, d. Antonio Doti, dal quale ricevette insegnamenti di lingua francese e lezioni di perfezionamento nel latino e nell'italiano.Nell'anno 1738, all'età di venticinque anni, venne ordinato sacerdote e, dopo pochi mesi, si trasferi a Napoli con i ducati ricevuti in eredità dallo zio prete d. Sabbato Alfinito, deceduto il 13 ottobre 1738: "... Era uomo di santissima vita. Come non aveva nipoti maschi, divise l'eredità tra tre sue nipoti, una delle quali era stata mia madre. lo l'aveva assistito con grandissima diligenza tutto il tempo della sua infermità. Egli mi distinse nel testamento. Avendo in questa maniera raccolti 600 ducati di contante mi ritirai in Napoli in principio del 26° anno della mia età ..." (brano tratto dall'Autobiografia, edita da A.Cutolo nell' Archivio Storico delle province napoletane del 1924).A Napoli fu in stretto contatto con Giambattista Vico e nell' Università partenopea, nel 1741, ottenne la cattedra di metafisica,        cui fu successivamente aggiunta quella di etica.

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