Il Figlio più
illustre di Castiglione è l'Abate - filosofo - economista ANTONIO
GENOVESI, sommo esponente dell'Illuminismo partenopeo.
La vita
Figlio di
Salvatore Genovese, un modesto calzolaio e di Adriana Alfinito di San Mango nacque a Castiglione il 1° novembre del 1713,
anche se in alcuni testi (persino nella Autobiografia viene
riportato 1712). Anche il cognome, nel corso degli anni, subì
la trasformazione da Genovese a Genovesi.Il padre, con
enormi sacrifici e con fermezza, lo indirizzò in tenera età
verso gli studi affidandolo, prima, alle cure del canonico
della Chiesa di S. Michele d. Domenico Genovese, quindi al suo
successore d. Adriano Vitolo e, successivamente, al canonico
d. Scipione Genovese.A quattordici
anni fu affidato agli insegnamenti di Niccolò Genovese, un
congiunto, giovane medico tornato da Napoli, il quale lo
istruì in filosofia peripatetica per due anni e in quella
cartesiana per un anno. In quel periodo era preso da una
sempre crescente voglia di apprendere, di migliorare e,
sollecitato continuamente dal padre, si confrontava in accese
dispute dialettiche e filosofiche con i frati e con professori
che, più volte, si spaventavano per non saper reggere il
confronto con quel giovane di così alto talento. Successivamente, a seguito dell'influenza ricevuta dal prete
d. Saverio Parrilli, tralasciò gli studi classici e filosofici
per seguire la lettura di romanzi cavallereschi. Il padre,
accortosi di questo suo rilassamento, gli proibì di
frequentare ancora il prelato e lo costrinse a riprendere
gli studi di filosofia e a frequentare, una volta divenuto
chierico d’ordini minori, la parrocchia. A diciotto
anni, nel corso degli studi teologici, il Genovesi conobbe,
sia pure in maniera casta e platonica, l’amore per una fanciuila di Castigione, Angela Dragone.
Continua >>>>
Stampa la scheda